LE PILE

La pila fu inventata da Alessandro Volta, il grande studioso comasco, nato nel 1745.

Solo dopo un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione dei fenomeni elettrici, all’età di cinquantacinque anni lo scienziato arrivò alla sua invenzione più famosa sovrapponendo diverse coppie di dischi costituiti da metalli diversi (argento e zinco) intervallati da rondelle imbevute di acqua salata.

Grazie alle basi poste da Alessandro Volta, negli anni successivi altri scienziati si dedicarono allo studio di questi fenomeni, dando così inizio all’utilizzo ed allo sfruttamento dell’energia elettrica. L’uso di massa della pila si diffuse soprattutto nel secolo scorso, con la produzione industriale di pile ad alto contenuto di sostanze inquinanti, come il mercurio e il cadmio, che diedero luogo a seri problemi di smaltimento.

Anche se oggi dalle pile di uso comune sono stati quasi del tutto eliminati gli elementi chimici più nocivi per l'ambiente, le pile contengono ancora sostanze inquinanti e devono essere smaltite con particolari accorgimenti attraverso la raccolta differenziata. Le pile a zinco e le pile alcaline senza mercurio possono essere riciclate presso le industrie metallurgiche. Le pile "ricaricabili" invece, pur contenendo metalli pesanti in elevata concentrazione, offrono la possibilità di essere ricaricate fino a 1000 volte.